Copilot (AI), limiti della intelligenza artificiale

 

L’intelligenza artificiale (AI) vista come un copilota sempre al nostro fianco, nei suoi limiti può aiutarci, vediamo quali. Il computer prova ad avvicinarsi al nostro modo di pensare ma non sa che sta pensando.  Il cervello è la componente fisica (simile al nostro hardware) da cui emergono una serie di funzioni che costituiscono la mente (simile al nostro software).

La nostra testa pare abbia 1000 miliardi circa di connessioni con meno di 100 miliardi di neuroni. Ogni secondo può compiere 15 quintilioni (15 con 10 alla potenza 18) di operazioni. Da sveglio consuma appena 20 watt con il glucosio che lo alimenta. Ogni sinapsi può contenere 4,7 bit di dati che moltiplicato per il numero presente nell’encefalo, fa 1 Peta byte, ovvero 1.000 TB, cioè 1.024.000 GB di memoria.

Pare che esistano diversi tipi di onde cerebrali ben consolidate che lo attraversano: gamma (30-70 Hz), beta (13-30 Hz), alfa (8-13 Hz), theta (4-8 Hz) e delta (1-4 Hz).

Nel 2013 in Giappone nel supercomputer K della Fujitsu si sono dovuti impiegare 80 mila processori, 1,4 milioni di GB di RAM e 40 minuti di tempo per replicare un secondo di attività cerebrale.

Durante l’esecuzione di un compito complesso, sembra che si attivino  diverse reti neuronali, ognuna delle quali si occupa di un aspetto specifico della soluzione : lo stato di allerta, il grado di attenzione e orientamento, attività di controllo di errori e conflitti. Nel contempo il cervello controlla i pensieri, la memoria e il linguaggio, i movimenti   e il funzionamento di tutti gli organi presenti nel corpo oltre a regolare  il respiro e il battito cardiaco.

L’intelligenza artificiale ( sigla  in inglese AI, dall’acronimo di Artificial  Intelligence ), nel suo significato più ampio, è la capacità o il tentativo di un sistema artificiale  di simulare l’intelligenza umana attraverso l’ottimizzazione di funzioni matematiche. (fonte wikipedia)

In altre parole come la attitudine a mostrare capacità umane quali il ragionamento, l’apprendimento, la pianificazione e la creatività.

“AI” fa solo velocemente ciò che diciamo o immaginiamo di fare.   Non chiediamo però cosa sia “Il profumo della rosa”, “il mio sentimento”, “la coscienza”  qui sta la differenza.

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